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una mente, una mente pensante, una fra tante, libera e indipendente, errante, dissuadente, irriverente, impenitente, riluttante, oggi snervante e domani divertente, incalzante e inconcludente,ostinata o titubante, disobbediente, diffidente, raramente conveniente, un giorno pensa a tutto ed un altro pensa a niente, indiffirente e militante,talvolta incostante,talvolta incoerente..ma pur sempre una mente che non mente.

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venerdì, 12 dicembre 2008

Il resto di niente

La lentezza delle ore. Una stanza vuota. Una luce fioca. Guardarsi  dentro per  capire cosa e' rimasto. Guardarsi indietro  per vedere  cos'  hai lasciato. Un fitto senso di vuoto, misto di paura e coraggio. La paura  di non poter tornare indietro. Il coraggio  di non voler tornare indietro. Le strade giuste e le scelte sbagliate. Niente sara' piu' come prima. Per ora,  l'inerzia. Unica legge vigente.  Procedere a motore spento. Senza rotta  ne' condotta. Alla continua e spasmodica ricerca di una meta inafferrabile. Cercando di scorgere il traguardo. Di svelare il senso. Aggrappandosi  di tanto in tanto a qualcosa o qualcuno in cui credere. Ancora il bisogno di credere. Proseguire in tutte le direzioni e in nessuna. Il dolce naufragio. Tenendo a bada la rassegnazione. Vigilando sul grigiore della monotonia. La piattezza dei giorni sempre uguali. Per poter sentire ancora una  volta  quel lieve ticchettio. L'orologio dell' anima. Il vuoto dentro. Un' ansia senza tempo e senza volto. E  la giostra che, incurante, continua a girare. Beffarda e insensibile.  Accecando la vista del cuore e della mente. Cosa resta? Il resto di niente. Il sapore amaro di una gioia finta. E quello acido dell'ipocrisia. La solita artificiosa e densa rete di bugie ed inganni. L'inutlita'. La banalita'. Per seppellire le nostre sconfitte. Sempre alla ricerca di qualcuno, o di qualcosa. Perennemente coinvolti in quel vortice  inarrestabile di ricordi ed emozioni . Senza eta'. Senza prezzo. Uno sguardo vero. Una parola sincera. Un gesto autentico. Quando si poteva parlare senza prima dover pensare. Quando tutto era cosi naturale. Quando gli occhi erano la macchina della verita' e il brivido era l'unico motore.

 

postato da: freeborn alle ore 20:23 | link | commenti
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giovedì, 04 dicembre 2008

Game over. Insert coins.

 “Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo,  in un altro ti svegli e devi...   ricominciare da zero.” Penso che dovrei scrivere due righe  a Bennato. Giusto per ringraziarlo. Ci sono anche io in quella canzone. Ricominciare da zero.  Ormai ci sono abituato. Tanti dubbi, poche certezze. Quasi nessuna. Ho l’impressione  che la mia  vita stia  diventando un videogame.  E ancora una volta mi trovo di fronte quella scritta, crudele e intermittente. Game over. Insert coins. Lapidaria,esplicita. Non da spazio a interpretazioni varie, non da adito a sterili polemiche.  Sara’ che sono stanco. Sara’ che sono a corto di gettoni. Sara’ che non ho piu’ voglia di giocare. Ma questa volta quella scritta ha un sapore piu’ amaro. Ogni tanto penso, piacerebbe anche a me fare sul serio. Programmare, progettare, pianificare. Niente, non c’e’ verso. Per il momento mi  e’ concesso solo di sognare. Magra consolazione. Nostante tutto resto qui. Con  i soliti pensieri nella testa, i vecchi sogni nel cuore e il maledetto videogame tra le mani. Lo sguardo e’ fisso,ma gli occhi sono vuoti. E’ una rabbia muta la mia. Una rabbia senza parole. Forse perche’ sapevo che prima o poi sarebbe successo. Un po’ me lo sentivo. La storia si ripete, dicono. Con agghiacciante tempismo, mi permetto di aggiungere. Ci sono momenti in cui il silenzio riesce ad esprimere il nostro stato d’animo meglio di mille parole. Momenti in cui credi di aver perso la forza di reagire, la voglia di lottare, il coraggio di vivere. Tu ci provi, parti di quinta, con la solita volonta’ e un grande carico di impegno e buone intenzioni. Ma poi torna quella scritta a distruggere tutto. I tuoi sacrifici e le tue rinunce. I tuoi desideri e le tue ambizioni. Ti senti cadere le braccia. Ti senti solo, inutile e impotente. Sei consapevole che non puoi farci nulla. E allora a cosa serve agitarsi, dimenarsi, urlare. Non ne vale la pena. Ogni ulteriore sforzo risulterebbe tragicamente vano. Avverto il bisogno di riflettere e la necessita’ di capire. Mentre il Natale si avvicina, le speranze che qualcosa possa cambiare si fanno all’improvviso piu’ lontane. Diventano ogni giorno piu’ labili e confuse. Mi occorre un piano di fuga. O forse mi occorre solo un nuovo videogame.

P.S.: benvenuti nel mio blog...

postato da: freeborn alle ore 16:49 | link | commenti (3)
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